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Con l’intenzione di rafforzare nostra missione docente, nel 3 e 4 giugno scorso si è realizzato un incontro online del Governo generale con i direttori dei Centri Paolini di Studi in Comunicazione. Ormai sono otto i Centri sparsi per il mondo: FAPCOM (San Paolo, Brasile), SPSF (Silang, Filippine), COMFIL (Messico), SPICE (Mumbai), ST PAUL COLLEGE (Bangalore, India), assieme ai più recenti UNISANPABLO (Bogotà, Colombia), AICE (Lagos, Nigeria) e PACOM (Kinshaza, RD Congo). Oltre i direttori di ciascun Centro, hanno partecipato anche il Superiore generale, don Valdir José De Castro, il Segretario esecutivo del CIDEP e i Consiglieri generali che compongono il CTIA e il SIF.

Voluti e confermati dagli ultimi Capitoli generali, come ha ben ricordato il Superiore generale nella sua presentazione iniziale, i Centri di Studi sono anche un vero apostolato alla pari di quanto ci identifica dalla nascita della nostra Congregazione. Anzi, questi nuovi spazi, adeguatamente integrati nell’organigramma della struttura apostolica, possono aiutare a guardare oltre e ad avere il coraggio di usare i nuovi linguaggi della comunicazione, ha affermato don Valdir, aggiungendo che sono un luogo privilegiato dove si crea pensiero e si creano relazioni anche con la Chiesa e con altre istituzioni di ricerca nell'ambito della comunicazione.

La prima giornata è stata dedicata soprattutto alla presentazione delle attività di ogni Centro, valutando il percorso fatto alla luce delle orientamenti presenti nel documento Linee di identità pedagogiche (2017). Nella seconda giornata di incontro, sr Tosca Ferrante, delle Suore Apostoline, ha offerto una lettura paolina sul “Patto educativo globale” proposto da Papa Francesco, a cui ha fatto seguito un dialogo intenso e illuminante sul mondo dei giovani.

I Direttori hanno ribadito il desiderio di continuare questi incontri tra i vari Centri Paolini, di essere rete per condividere esperienze e strategie. Tante sono le sfide ma anche enormi le possibilità e le nuove strade che si aprono con questa particolare forma di apostolato. Si sono anche impegnati a continuare con proposte concrete di collaborazione tra i Centri, cercando di superare la barriera delle lingue e i diversi contesti culturali, sicuri che sarà possibile arrivare a concretizzare progetti e arricchirsi mutuamente in questo apostolato che sta aprendo nuove frontiere alla nostra Congregazione

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